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  Ricetto - Le cantine - un tuffo nel passato  
     
 

Varcata la torre-porta, ci si trova in una piazzetta pavimentata con le pietre tondeggianti del vicino torrente Cervo e fronteggiata da una costruzione dominante le altre: il "Palazzo del Principe" fatto costruire da Sebastiano Ferrero alla fine del secolo XV.
La viabilità interna è costituita da cinque strade longitudinali e tre trasversali, con pendenza da sud a nord per permettere il deflusso di acque e liquame verso la torre di cortina, in fondo alla rua centrale, più ampia.
Una "strada di lizza", ora scomparsa, correva lungo tutto il perimetro delle mura per agevolare il compito dei difensori in alcuni tratti delle mura; lungo il lato nord, sono ancora visibili le mensole di pietra che sostenevano il "cammino di ronda".
Sulla sinistra della piazzetta, abbiamo la "sala consiliare e delle cerimonie" del Comune di Candelo, dove vengono periodicamente allestite mostre.
Il grosso pietrone, datato 1749, situato nei pressi dell'attuale pozzo, era il contrappeso di un torchio a leva, anticamente situato nella sala cerimonie.
Uno strumento simile, tuttora funzionante ed in ottimo stato di conservazione, si trova in una cantina privata del ricetto.
Proseguendo nella visita per una qualunque delle rue, si possono osservare le case, riunite in isolati a doppia manica, separate da una stretta intercapedine (riana, rittana, chintana) per garantire il deflusso delle acque e del liquame.
La muratura, spessa circa cm.60, è per lo più a ciottoli disposti a spina di pesce; qua e là si nota anche interposizione di mattoni e di grosse pietre.
Ogni cellula edilizia è costituita da due vani sovrapposti, senza comunicazione interna; l'accesso al vano superiore (solarium) era possibile solo dall'esterno, attraverso scale a mano e balconate di legno (lobbie).
Il pianterreno (caneva) era utilizzato in tempo di pace soprattutto come cantina per la conservazione del vino, mentre quello superiore era destinato ad essiccatoio o magazzino per i prodotti agricoli.
I portali delle singole case sono di due tipi: i più antichi, costituiti da tre conci di pietra, poggiano su piedritti litei con interposta una pietra squadrata posta orizzontalmente.
Quelli di mattoni, di epoca successiva, sono ad arco leggermente acuto, formati da una doppia ghiera, una di fascia ed una di punta.
Oggi, come alle origini, le cellule edilizie sono di proprietà privata, in parte ancora destinate alla vinificazione e conservazione del vino.
Per visite guidate della durata di un'ora circa, rivolgersi alla Pro Loco
(tel. 015/2536728).

 
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