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Particolarmente
suggestivo è l'itinerario esterno, lungo il perimetro delle
mura. La passeggiata esterna è illuminata e il percorso in
notturna ha un fascino indescrivibile, che evoca emozioni e sensazioni
profonde.
Si percorre la via acciottolata
a destra della torre porta, si arriva a un balcone naturale, dove
si possono ammirare molti dei castelli dei dintorni; una tavola
indica le cime più importanti e lo spettacolo, nelle giornate
limpide e serene, è notevole. Proseguendo lungo il pendio
a mezza costa, si possono notare le massicce mura e le torri del
lato nord. Il ricetto appare come una fortificazione capace di difendere
la sua gente ed è di una bellezza straordinaria.
Poco più in basso,
si scorge la roggia Marchesa, derivata dal torrente Cervo e fatta
costruire nel 1561 dai Ferrero Fieschi, feudatari di Candelo ; le
sue acque servono ancora oggi per irrigare le campagne circostanti
e per dare acqua alle risaie del Vercellese. Altamente suggestiva
è, da questo punto, la visione delle mura del ricetto che
s'ergono possenti tra il verde dando l'idea della loro originaria
validità difensiva.
Si può notare anche
il vecchio lavatoio ricostruito, dagli Alpini di Candelo nel 1996,
sulla base delle indicazioni del progetto originario. Qui venivano
tutte le donne del paese per fare il bucato; le grosse lastre di
pietra servivano per la battitura e strizzatura dei panni.
Nei terreni che, oltre la roggia Marchesa scendono fino alla piana
del Cervo, si trovavano le fosse per la macerazione della canapa,
coltivazione presente ancora a Candelo agli inizi del 1900. Sono
infatti documentati gli appalti per la gestione dei maceratoi da
parte dell'Amministrazione Comu-nale.
Nel catasto la zona è ancora definita come "canepali"
("canvai" in dialetto). Da qui, camminando lungo l'argine
della roggia, si raggiunge il torrente Cervo. Proseguendo ancora
si arriva a un percorso acciottolato in salita, che delimita il
lato ovest e riconduce in piazza Castello.
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