1.
Cerchia muraria e via di lizza
Tutto il nucleo fortificato era ed è racchiuso da una potente
cortina il cui tessuto murario è prevalentemente in ciottoli
a spina di pesce con poca malta e senza stilature. Internamente
correva, per tutto il perimetro, la via di lizza ormai scomparsa
per tre quarti. Lo spessore delle mura è compreso tra 50
e 80 cm. Di particolare interesse, l'esemplare di mensola litea
per camminamento nella piazzola nord.
2.
Torre di cortina
Situata sul fronte nord-occidentale delle mura, è l'unica
torre a pianta quadrata del Ricetto. La parte inferiore, più
antica, è interamente in scapoli di pietra con tamponamento
in ciottoli a spina di pesce. Il coronamento in laterizio è
più tardo (XV sec.). Alla base vi è un'apertura con
funzione di collettore delle acque piovane, qui convogliate dalla
pendenza del sito.
3.
Sistema viario
Le strade interne, dette "rue" sono lastricate rozzamente
con ciottoli di fiume; presentano una leggera pendenza per consentire
il deflusso delle acque di superficie in direzione della torre quadra
di cortina. Il sistema viario è formato da cinque assi longitudinali
e due trasversali.
4.
Torchio per vinacce
All'interno di questa cellula si trova un torchio a vite: una macchina
di antichissima e geniale concezione, vero monumento della civiltà
della vitivinicoltura. Impiegato nella spremitura delle vinacce,
era di uso collettivo. Nel Ricetto di Candelo, data la sua funzione
di cantina comunitaria, ne sono documentati, di questa tipologia,
due; si è conservato soltanto questo del 1763. E' costituito
da un grosso tronco completo di ceppaia, sostenuto da idonea incastellatura
lignea; veniva azionato mediante una vite (originariamente in legno)
collegata ad un enorme masso-contrappeso. Il ceppo con il suo peso
pigiava le vinacce. E' tuttora perfettamente funzionante.
5.
Riane
Le due maniche di ciascun isolato sono separate dalla "riana"
o "rittana" avente molteplici funzioni: riscontro d'aria,
scolo delle acque priovane e raddoppio delle falde di copertura
con alleggerimento delle strutture.
6.
Casa del Principe
Costruita da Sebastiano Ferrero, feudatario di Candelo dal 1496.
La realizzazione comportò la trasformazione radicale di un
intero isolato. All'interno, i due ampi saloni erano ornati da magnifici
soffitti a cassettoni, ora scomparsi.
7.
Rivellino
Sorta di torre, solitamente fortificata, antistante quella d'ingresso:
impediva alle armi pesanti, da getto e poi da fuoco di battere direttamente
l'ingresso. In tempo di pace, vi si riuniva La Credenza, ossia il
Consiglio della Comunità e vi veniva amministrata la giustizia.
Venne abbattuto nel primo '800 per realizzare l'attuale piazza.
8.
Fossato
Non è dimostrato che fosse a stagnazione d'acqua oppure a
secco. Tra il Settecento e l'Ottocento venne definitivamente interrato.
9.
Torre Porta
Difendeva l'unico accesso al Ricetto. In origine, come tutte le
torri, era aperta verso l'interno e priva di copertura per impedire
gli effetti di incendi e crolli. I piani venivano allestiti rapidamente
incastrando travi nelle apposite buche pontaie. Due i ponti levatoi,
dei quali restano le fessure di manovra dei bolzoni.
10.
Cellule edilizie
Le singole unità edilizie formanti gli isolati servivano
principalmente alla conservazione dei prodotti agricoli; solo eccezionalmente
e per breve tempo venivano utilizzate come ricovero per gli abitanti
e gli animali. Il vano inferiore, la cantina vera e propria, è
un ambiente a temperatura costante (12-15°C) ideale per le operazioni
di vinificazione. Il vano superiore, solaio, un ambiente secco e
caldo, idoneo alla conservazione di cereali e simili, non è
comunicante con la cantina per assicurare a questa il massimo isolamento.
L'accesso al piano superiore avveniva attraverso la "lobia"
(balcone in legno)
11.
Portali
I portali più antichi sono interamente in pietra: costituiti
da un arco a tre conci, due di imposta e altri due piedritti.
Interventi successivi ed occasionali hanno prodotto talvolta la
sostituzione dell'arco liteo con struttura in laterizio.
12.
Casa comunale
La prima pietra fu posata nel 1819 su progetto di Nicola Tarino
di Biella. Per la sua costruzione, in stile neoclassico, fu necessaria
la demolizione di un tratto di mura e delle cellule adiacenti.
13. Torri Ovest
La torre più slanciata, convenzionalmente denominata "torre
della gogna", era in origine una delle torri angolari; fu poi
chiusa e trasformata in prigione nel XVI sec. Nel Seicento (ancora
per scopi giudiziari) venne costruita la seconda torre, quella più
larga, sulla piazza. |